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L’esperienza dei Focus Group nell’ambito del Progetto COBRA
 

La ricerca sociale come approccio olistico per la diffusione delle nuove tecnologie nel settore dei Beni Culturali. Il caso del Progetto COBRA, rivolto agli stakeholder del Lazio, ha prodotto risultati incoraggianti ma soprattutto replicabili anche in altri settori o coinvolgenti un pubblico ancora più vasto

Nell’era in cui le nuove tecnologie sono presenti in pressoché ogni settore della nostra quotidianità, si fa sempre più importante il bisogno di avvalersi di esse per tutelare il passato, in modo che ne possano usufruire nel lungo periodo anche le generazioni future. Ma non solo la conservazione, ad essa si associano anche la fruizione e la valorizzazione che assumono le forme di un’esperienza immersiva e totalizzante, che superi barriere spazio-temporali ritenute fino a poco tempo fa insormontabili. Per questo motivo l’ENEA ha proposto il Progetto COBRA (Sviluppo e diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la COnservazione dei Beni culturali, basati sull’applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti), finanziato interamente dalla Regione Lazio (progetto n. 1031 finanziato dalla Regione Lazio nel periodo 21/07/2015 – 20/12/2017 ai sensi della LR 13/2008 Progetti di ricerca presentati da Università e Centri di Ricerca), il cui scopo principale è quello di trasferire le nuove tecnologie alle imprese e ai protagonisti del Lazio operanti nel settore nei beni culturali, permettendo, inoltre, un avvicinamento dei giovani ricercatori ad un settore in forte crescita attraverso un’esperienza altamente formativa e strettamente pratica.

Un progetto tanto ambizioso quanto necessario per una regione che vanta cifre importanti nell’ambito dei Beni Culturali. Solo per citarne alcune: 259 musei e gallerie, 28 aree/parchi archeologici e 29 monumenti di cui 5 UNESCO. La sola Roma ha la più alta concentrazione di beni artistici e culturali al mondo. Un patrimonio immenso e sconfinato che richiede uno sforzo ancora maggiore e una gestione di esso spesso non facile e problematica in un periodo storico sicuramente segnato dalla riduzione di fondi e sostegni economici per molti settori culturali. Le nuove tecnologie a questo scopo risultano fondamentali, ma spesso vi è quasi una barriera invisibile che ostacola il libero trasferimento di esse dalla ricerca agli stakeholder. Una barriera formata da molte problematiche che però possono essere affrontate efficacemente, infatti, il primo passo fondamentale è stato quello di conoscere ed indagare il problema per poi poter mettere in campo delle strategie risolutive.

L’ENEA, attraverso il progetto COBRA, ha cercato di individuare e fronteggiare le problematiche che ostacolano tale delicato meccanismo attraverso il processo decisionale partecipativo. Per fare ciò ci si è avvalsi di svariate metodologie provenienti dal mondo della ricerca sociale che sono state anche applicate con successo negli ultimi anni dalla Commissione Europea. Il personale ENEA coinvolto nel progetto è stato affiancato dalla società ECOAZIONI che da anni si occupa di processi decisionali partecipativi.

I risultati ottenuti sono andati anche ben oltre le aspettative iniziali, confermando così la necessità, nonché l’utilità, di affiancare alla ricerca strettamente tecnologica la ricerca sociale, con il precipuo scopo di indagare e rendere più efficace ed efficiente l’applicazione e la diffusione delle tecnologie alla società e al mondo imprenditoriale: un processo, questo, che purtroppo non è così frequentemente riscontrabile.

Il progetto si è articolato in più fasi strettamente necessarie per la buona riuscita di esso. La prima è stata di indagine e conoscitiva, in cui si è costruito un database delle imprese e degli operatori del Lazio appartenenti al settore dei Beni Culturali. Tale fase è stata fondamentale per quelle successive, ossia tre Focus Group a cui sono stati invitati a partecipare gli stakeholder del settore.

 

Primo Focus Group del progetto COBRA

Tecnologie per i beni culturali: nuove opportunità di crescita per le imprese del Lazio. un confronto fra protagonisti.

 Il primo Focus Group è stato sostanzialmente dedicato allo studio di bisogni, aspettative e criticità segnalate dal variegato mondo degli stakeholder coinvolti nel settore dei Beni Culturali. Inoltre, si è trattata di un’importante occasione di incontro fra di essi che hanno potuto stabilire nuovi, o rafforzare preesistenti, legami di scambio e collaborazione.

Il Focus Group si è diviso in due fasi. Nella prima i partecipanti sono stato suddivisi per settori di interesse: Gruppo imprese ICT, fruizione, valorizzazione e tecnici; Gruppo imprese di restauro e costruzioni; Gruppo istituzioni e ricerca. Dopo la presentazione degli stessi partecipanti è seguito il momento in cui si è chiesto loro il ruolo ed il peso rivestito dalle tecnologie per la loro attività, nonché i vantaggi e gli ostacoli rispetto all’utilizzo delle stesse. A ciò è seguita una presentazione plenaria delle principali tecnologie sviluppate dall’ENEA nel settore dei Beni Culturali. In ultimo, i partecipanti sono stati nuovamente suddivisi in gruppi ma questa volta in base alle tecnologie ENEA in precedenza illustrate: Gruppo laboratori ENEA per le indagini conoscitive e il trattamento di materiali e superfici; Gruppo laboratori ENEA per la caratterizzazione strutturale e la protezione dai rischi naturali; Gruppo tecnologie ENEA per la ricostruzione, la fruizione e l’archiviazione dati in digitale. Ai partecipanti è stato chiesto quali fossero le tecnologie a cui fossero principalmente interessati, di illustrare le barriere per l’acquisizione di esse o per l’utilizzo, nonché di proporre eventuali soluzioni al loro superamento.

I risultati emersi sono stati interessanti e fondamentali per poter poi approntare i successivi incontri. Sono emersi, infatti, particolari problematiche, ma anche potenzialità, che non erano completamente in luce sino a quel momento. È ad esempio affiorata la necessità che fossero presenti premialità tecnologiche nei bandi, che vi fosse di una maggiore informazione e comunicazione o che vi fosse un collegamento maggiormente diretto fra imprese e ricerca, solo per fare qualche esempio. A ciò sono seguite le soluzioni proposte e i vantaggi che sono notevoli a detta degli stessi partecipanti, come una maggiore competitività delle imprese e una riduzione dei costi e dei tempi degli interventi. Tutto ciò è stato dettagliatamente raccolto ed analizzato nei report facenti parte del progetto (http://cobra.enea.it/focus-group).

 

Secondo Focus Group del progetto COBRA

Tecnologie per i beni culturali: scenari e strategie per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese del Lazio.

 Il secondo Focus Group è stato dedicato alla costruzione di scenari condivisi dai partecipanti su di un orizzonte temporale di 10 anni (2017-2027), avendo quattro temi guida, ovvero scenari di riferimento. Si è trattato di fare uno sforzo di immaginazione da parte dei partecipanti per descrivere le situazioni più probabili in un orizzonte di breve-medio periodo. In questa giornata di lavoro ci si è avvalsi della metodologia EASW® (European Awareness Scenario Workshop). Alla base di essa vi è il Dilemma di Collingridge ovvero il paradosso della governance della tecnologia. Secondo esso, quanto più una innovazione o un cambiamento si sviluppa, tanto più i margini di intervento per apportare modifiche si riducono ed inoltre l’attenzione degli stakeholder coinvolti aumenta solo al passare del tempo creando così un certo gap. Semplificando molto, in un EASW® i partecipanti elaborano visioni (senza porsi particolari limiti, si dice infatti: think the unthinkable) e propongono idee che facilitino la realizzazione delle visioni proposte.

SpAp_02 Analisi affresco Cobra

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: Gruppo Istituzioni e Ricerca; Gruppo Imprese. Ad essi sono stati sottoposti 4 scenari (2 per ciascun gruppo) su di un orizzonte temporale di dieci anni, predisposti a partire dai risultati del 1° Focus Group, che hanno rappresentato la base di partenza su cui è stato effettuato il confronto durante il lavoro in gruppi. Ciascuno scenario si compone, a sua volta, di quattro temi principali: Tema 1 – Politiche di sviluppo e gestione; Tema 2 – Economia e mercato; Tema 3 – Innovazione e trasferimento tecnologico; Tema 4 – Impatto su PA e imprese.

Nello specifico: lo Scenario 1 riguardava le Politiche di accelerazione tecnologica, lo Scenario 2 le Politiche di trasferimento tecnologico, lo Scenario 3 le Imprese driver di innovazione, lo Scenario 4 le Reti di imprese.

Nel corso della giornata di lavoro si è cercato di arrivare alla definizione, relativamente alla regione Lazio, di una strategia condivisa, riguardante il trasferimento tecnologico e lo sviluppo nel settore dei Beni Culturali che producesse concreti risultati a livello economico-sociale. In particolare i due gruppi hanno lavorato per definire due scenari ciascuno e i risultati emersi sono stati riportati su dei poster che sono stati poi discussi in plenaria da tutti i partecipanti. Dall’unione degli scenari si è così ottenuto lo Scenario Condiviso, che è stato alla base del terzo ed ultimo Focus Group.

 

Terzo Focus Group del progetto COBRA

 Accordo condiviso per lo sviluppo del settore e il trasferimento tecnologico alle imprese del Lazio.

 Nel terzo Focus Group ci si è avvalsi della metodologia del Logical Framework (Quadro Logico) al fine di rendere realizzabile, attraverso azioni concrete, lo scenario condiviso emerso dal secondo Focus Group. È stato chiesto ai partecipanti, suddivisi anche questa volta in due gruppi, di individuare azioni e proposte concrete utili alla realizzazione delle Scenario Condiviso. In un secondo momento, in sessione plenaria, i due gruppi hanno esposto le proprie idee emerse durante i lavori e per finire si è passati alla votazione delle stesse in cui si è delineata una classifica delle azioni ritenute dai partecipanti essenziali per poter arrivare all’attuazione dello Scenario Condiviso.

Lo Scenario Condiviso si struttura su quattro assi strategici così ripartiti: Asse strategico 1 - Sostegno al processo di aggregazione degli operatori: consorzi e reti temporanee di imprese; Asse strategico 2 - Aumento degli investimenti e della domanda di interventi qualificati ad elevato contenuto tecnologico; Asse strategico 3 - Promozione dell’innovazione e dell’accesso alle tecnologie da parte delle imprese; Asse strategico 4 - Creazione di banche dati comuni e figure tecniche multidisciplinari. Da ogni asse strategico si diramano: degli obiettivi generali; degli obiettivi specifici; delle azioni e per finire degli attori.

In base a quanto emerso dai gruppi di lavoro del terzo Focus Group e quindi valutando le azioni che hanno ricevuto un maggior numero di voti dalla platea le 5 aree di intervento ritenute fondamentali e prioritarie per poter attuare lo Scenario Condiviso sono le seguenti: Premialità e requisiti tecnici nei bandi di appalto; Soggetto terzo per supporto scientifico validazione e standardizzazione tecnologica; Formazione e aggiornamento; Comunicazione e informazione; Accordi, convenzioni e incentivi.

Sostanzialmente l’ultimo incontro ha raccolto i frutti dell’intero lavoro facendo emergere non solo delle soluzioni concretamente attuabili per delle future politiche di sviluppo regionale nel settore, ma anche delle questioni che meritano un ulteriore approfondimento come è normale e giusto che sia in ogni studio scientifico che si rispetti.

 

Un risultato concreto: l’Atto d’Indirizzo

I risultati raccolti grazie all’ultimo incontro hanno permesso di stilare un Atto di Indirizzo che è stato messo a disposizione della Regione Lazio e degli operatori del settore in modo che concretamente si possano applicare, attraverso le politiche regionali, le strategie di sviluppo individuate. Una sorta di “promemoria”, di “guida pratica” per potersi efficacemente orientare in un orizzonte temporale neanche troppo distante. Un documento che vuole essere non uno sterile resoconto, bensì uno strumento che possa portare avanti, esportandolo eventualmente anche in ulteriori settori economico-sociali, il dialogo collaborativo instaurato fra i vari operatori del settore coinvolti.

Sicuramente è possibile affermare che un progetto di ricerca per definirsi “valido” produce non solo certezze, conferme e soluzioni ma anche nuovi punti interrogativi e domande che meritano di essere analizzati attraverso successive azioni, mettendo così in campo dei risultati non definitivi ma sempre ulteriormente perfettibili. Gli incontri partecipativi nell’ambito del progetto COBRA hanno l’ambizione di poter essere replicati poiché hanno saputo indagare ambiti e protagonisti, mettendo in luce zone d’ombre che probabilmente erano state ignorate e proponendo soluzioni concrete oltre che, a volte, immediate.

 

 

 

1http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=3985

2http://www.visitlazio.com/gli-etruschi1/-/turismo/617616/siti-unesco

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