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Associazione Ingegneri Africani: che ruolo nella cooperazione allo sviluppo dell’Africa sub-sahariana?
 

Fedele a uno dei principi della cooperazione internazionale per cui questo tipo di attività va svolta in accordo tra Paesi eroganti e Paesi riceventi, l’articolo analizza il possibile ruolo della “diaspora” intellettuale dei Paesi in via di sviluppo e si chiede in che modo professionisti che si sono formati in Italia, ma che hanno una forte sensibilità rispetto ai Paesi di origine, possono contribuire al successo della cooperazione internazionale

La cooperazione allo sviluppo è una forma di collaborazione che avviene tra Stati (e tra Stati e Organizzazioni Internazionali) il cui obiettivo è lo sviluppo del sistema globale, in particolare di quelle aree considerate deboli. Questa cooperazione non è quindi concentrata sulla semplice crescita economica ma comprende la gamma più vasta possibile di fattori di sviluppo (nutrizione, sanità, istruzione, infrastrutture ecc.). Nasce in ambito governativo e viene affiancata e sostenuta grazie a un forte sistema di valori a cui sono ancorati numerose rappresentanze delle organizzazioni della società civile.

La cooperazione governativa si occupa del trasferimento di risorse finanziarie, assistenza tecnica, servizi e beni da un governo o da un organo pubblico di un Paese sviluppato a favore di un Paese in via di sviluppo , mentre la cooperazione non governativa è maggiormente slegata da interessi politico-economici particolari e rappresenta il canale privilegiato delle istanze provenienti dalla società civile (in particolare organizzazioni non governative). Attualmente ci sono molte organizzazioni non governative italiane (APS, Onlus, no profit ecc.) che gestiscono dal punto di vista operativo dei progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo nell’Africa sub-sahariana.

 

Che ruolo può ricoprire una organizzazione della diaspora in un tale contesto

Nel mese di settembre 2017, si è svolto a Roma il summit delle diaspore. Si è trattato di un evento organizzato sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per creare le condizioni per un maggior coinvolgimento delle associazioni delle diaspore nei processi di cooperazione allo sviluppo. Erano presenti all’evento numerose organizzazioni tra cui l’Associazione Ingegneri Africani.

L’Associazione Ingegneri Africani è un’Associazione di promozione sociale creata nel 2007. Nasce grazie alla volontà di un gruppo di studenti delle facoltà di ingegneria di Roma di creare un luogo di interscambio e condivisione di conoscenze ed esperienze tra competenze qualificate, per sostenere il continente africano nella lotta alla povertà e diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile. Trattandosi di un’organizzazione di professionisti, ci si chiede quale può essere il suo contributo nella cooperazione internazionale allo sviluppo. Faremo nel seguito una descrizione della composizione dell’associazione e le sue attività. Ci focalizzeremo sul suo coinvolgimento nella cooperazione internazionale allo sviluppo.

 

Composizione dell’Associazione Ingegneri Africani

L’Associazione Ingegneri Africani è composta principalmente da studenti/esse e laureati/e che provengono dalle seguenti facoltà:

•     Ingegneria

•     Scienze matematiche e fisiche naturali

•     Economia e commercio

 

Attività dell’Associazione

L’Associazione Ingegneri Africani si prefigge di operare principalmente nelle seguenti aree:

•     il sostegno alle attività di cooperazione allo sviluppo internazionale a favore dell’Africa sub-sahariana

•     alla riqualificazione professionale nonché dell’inserimento dei suoi giovani membri nel mondo del lavoro

 

Progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo in Africa sub-sahariana

La cooperazione internazionale allo sviluppo è uno strumento molto importante nel processo di sviluppo dell’Africa sub-sahariana. L’Associazione è sempre stata coinvolta in numerose iniziative. Di seguito le più importanti:

1.   Bando di lavoro con la Fondazione Basso nel 2008. Selezione di 50 progetti di migranti per un ritorno volontario. Fondo privato di 300.000 €

2.   Progetto MIDA promosso dall’OIM (organizzazione internazionale delle migrazioni) per valutazione e selezione di iniziative imprenditoriali a favore delle donne africane nel 2011

3.   Progetto AVOIR promosso dal Comune di Senigallia e dall’Unione Europea per una migrazione circolatoria nel 2010

4.   Rafforzamento delle capacità di autogestione dei processi di sviluppo al livello locale, località Bankondji nella Repubblica del Camerun nel 2012. Fondo Europeo (75%) e del Ministero degli Affari Esteri (7%). Costo del progetto 600.000 €

5.   Progetto di cooperazione internazionale “Professionisti senza Frontiere” finanziato dal Ministero dell’Interno, con capofila FOCSIV per realizzazione di iniziative in Senegal, Costa d’Avorio, Etiopia nel 2016. Costo totale 500.000 €

6.   Progetto ENTER: Energie rinnovabili e tecnologie per l’accesso all’acqua potabile in zona rurale in 20 villaggi nei Comuni di Dschang e Batcham nella regione ovest della Repubblica del Camerun nel 2018

 

Durabilità nei progetti di cooperazione allo sviluppo

L’Associazione Ingegneri Africani è stata impegnata nei progetti citati a vario livello. Dalla partecipazione alle commissioni di valutazione e selezione dei progetti, al monitoraggio delle attività programmate nei progetti approvati, dalla direzione dei lavori alla formazione delle comunità locali in vista di una certa autonomia nella conduzione dei lavori di manutenzioni dei nuovi impianti. Il potenziamento delle capacità delle popolazioni locali è sempre stato al centro dell’operato dell’associazione. Lo svolgimento di corsi di formazione professionale nell’ambito del progetto Professionisti Senza Frontiere, recentemente attivato in Senegal, Costa d’Avorio ed Etiopia.

 

Migrazione circolare

Quasi la metà dei membri dell’associazione lavorano in Italia oppure in altri Paesi europei. Questi ultimi sono spesso impegnati in attività professionali in Camerun oppure in altri Paesi africani. L‘associazione rappresenta uno strumento che potrebbe favorire la mobilità della conoscenza e la professionalità tra l’Italia e l’Africa sub-sahariana nell’ambito dell’attuazione dei progetti di cooperazione allo sviluppo. Queste risorse ad alto profilo potrebbero essere anche utile nel sostegno allo sviluppo dell’imprenditorialità, la formazione professionale ed la collaborazione interuniversitaria nell’ambito della didattica ed la ricerca scientifica.

 

Riqualificazione professionale - Insegnamento a distanza

Dalla sua creazione, l’associazione ha allacciato rapporti di vario genere con enti di ricerca, consorzi universitari e ONG. Tali rapporti sono utili per facilitare la possibilità di accedere agli stage/tirocini di formazione per i soci dell’associazione che sono ancora studenti. Nello specifico alcuni soci hanno perfezionato degli stage nell’ambito della stesura delle loro tesi di laurea triennale e di dottorato presso l’ENEA. I soci dell’associazione hanno lavorato per il potenziamento della piattaforma didattica per l’insegnamento a distanza (e-learning di ENEA). Si è trattato di sfruttare le potenzialità dei soci dell’Associazione per arricchire la piattaforma e-learning con materiale didattico in lingua francese. Ovvero consentire a utenti residenti nell’Africa sub-sahariana francofona di accedere al materiale di qualità. L’e-learning rappresenta a oggi uno strumento utile per l’insegnamento di base di base nonché la riqualificazione professionale. I contenuti della piattaforma possono essere usati nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo.

 

Conclusioni

Il contributo dell’Associazione Ingegneri Africani nella cooperazione internazionale allo sviluppo è molto importante. I suoi membri possono accompagnare il rafforzamento delle capacità dei beneficiari dei progetti di cooperazione internazionale attraverso la formazione, ovvero il trasferimento delle conoscenze dagli esperti della diaspora verso le comunità locali per favorire una maggiore autonomia delle stesse comunità nella gestione di nuove infrastrutture tecnologiche. Il rafforzamento di piattaforma per insegnamento a distanza è anche molto utile sia per la formazione professionale, sia per la riqualificazione di beneficiari di progetti di cooperazione allo sviluppo. I soci dell’associazione possono anche accompagnare con la loro esperienza il processo di nascita e sviluppo di nuove imprese sul continente africano. L’Associazione potrebbe anche giocare un ruolo nell’attivazione di processi di collaborazione nel settore universitario tra esponenti (docenti, ricercatori, studenti ecc.) del mondo universitario africano e i loro omologhi europei o italiani.

 

 

Per saperne di più: president@ingegneriafricani.it



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