Copertina della rivista
uomo davanti scelta varie informazioni e fake news

Raccontare l’innovazione guidata dall’IA

di Alessio Jacona

DOI 10.12910/EAI2025-006

In un mondo dove l’IA sta trasformando ogni aspetto dell’attività umana, l’Osservatorio Intelligenza Artificiale dell’ANSA è il presidio informativo con cui l’Agenzia  veicola notizie, approfondimenti e reportage sotto forma di articoli, video e podcast sviluppati ad hoc sul tema. Un “canale” dedicato del sito ANSA.it che, come già avviene su diversi argomenti come Salute, Motori o Lifestyle, offre una narrazione continua e puntuale sia degli sviluppi dell’intelligenza artificiale, sia delle complesse implicazioni sociali, politiche e culturali derivanti dalla sua diffusione sempre più capillare.

Alessio Jacona

Alessio Jacona

Curatore Osservatorio Intelligenza Artificiale - ANSA.it

In un mondo dove l’intelligenza artificiale sta trasformando praticamente ogni aspetto dell’attività umana, l’Osservatorio Intelligenza Artificiale dell’ANSA è il presidio informativo con cui l’Agenzia veicola notizie, approfondimenti e reportage sotto forma di articoli, video e podcast sviluppati ad hoc sul tema. Un “canale” dedicato del sito ANSA.it che, come già avviene per altre sezioni verticali su diversi argomenti come Salute, Motori o Lifestyle, offre una narrazione continua e puntuale sia degli sviluppi dell’intelligenza artificiale, sia delle complesse implicazioni sociali, politiche e culturali derivanti dalla sua diffusione sempre più capillare.

Attivo già dal 2019, l’Osservatorio si occupa anche di curare un’ampia rete di relazioni con istituzioni, università, centri di ricerca e imprese, da cui attinge conoscenza e informazioni di prima mano, e che coinvolge ogni anno nell’organizzazione di eventi divulgativi in presenza. Il primo di questi, intitolato “Giornalismo 'Aumentato': il futuro dell'informazione al tempo dell’intelligenza artificiale”, ha inaugurato sei anni fa una serie di convegni (trasmessi in streaming sulla home page del sito ANSA.it) in cui ogni anno a novembre l’Osservatorio ha raccontato lo stato dell’arte e i principali trend evolutivi dell’IA, ampliando progressivamente il numero dei temi trattati. Per quattro anni, fino al 2023, decine di esperti, scienziati e stakeholder si sono riuniti a Roma per discutere dell'impatto che l’intelligenza artificiale ha sugli ambiti più diversi: dall’automotive alla medicina, dalla robotica alle relazioni sociali.

Poi, nel 2024, il progetto si è evoluto ancora per dare seguito all’improvviso successo e diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa: a novembre dello scorso anno è infatti iniziato  “Fabbrica delle Realtà - Roadshow”, una serie di eventi verticali su singoli settori industriali, le cui prime due date si sono svolte a Napoli (l’IA nell’ecosistema dell’innovazione campano) e a Roma (Re-Immagini, l’umano, l’IA e la co-crezione), e che per tutto il 2025 continuerà con nuovi  incontri in varie regioni d’Italia tra cui Puglia, Emilia-Romagna, Trentino e Liguria. L'obiettivo è raccontare l’innovazione guidata dall’IA direttamente dai territori in cui essa avviene, assieme ai suoi protagonisti.

All’origine del progetto Osservatorio IA c’è un’idea semplice: se c’è una rivoluzione tecnologica in corso, il pubblico deve essere informato affinché possa comprendere al meglio cosa sta accadendo. Un compito che ANSA, fedele alla sua storica missione giornalistica, ha fatto suo intuendo in anticipo l’importanza che l’intelligenza artificiale avrebbe assunto in questi anni. Un compito che ora si fa sempre più complesso. Vediamo perché.

Il balzo in avanti dell’IA

C’è un prima e c’è un dopo: prima, l’intelligenza artificiale si è evoluta per decenni restando di fatto invisibile, quando senza saperlo l’abbiamo utilizzata facendo ricerche su Google, lasciandoci consigliare da Amazon rispetto a cosa comprare, accettando i suggerimenti di Netflix per la prossima serie tv coreana da vedere tutta d’un fiato. A partire dalla fine dello scorso decennio, tuttavia, qualcosa ha iniziato a cambiare: IA sempre più capaci hanno iniziato ad attrarre maggiore interesse e, con esso, investimenti; gli investimenti hanno sostenuto l’evoluzione dell’hardware, che ha portato in dote maggiore potenza di calcolo e consentito di far “girare” software sempre più evoluti, con il risultato di creare IA sempre più capaci. Un circolo virtuoso inarrestabile, la cui evoluzione restava ancora tutto sommato lenta rispetto a quanto avviene oggi.

Poi è arrivato il 30 novembre 2022: mentre il mondo subiva ancora le conseguenze della pandemia, in quella data la startup OpenAI ha reso accessibile a tutti ChatGPT3.0, un chatbot basato su ciò che poi abbiamo imparato a chiamare intelligenza artificiale generativa. È un punto di svolta: improvvisamente, milioni di persone si sono trovate a interagire con una macchina che - per la prima volta nella storia - non solo comprendeva il loro linguaggio, ma era in grado di scrivere testi nuovi, costruendo discorsi apparentemente sensati, complessi e ben strutturati in pochi istanti.

Nei mesi successivi avremmo imparato a capire che questa IA (come tutte le altre comparse subito dopo sull’onda del suo successo tra cui quelle di Google, Anthropic o Meta) era lontana dall’essere perfetta, ed era spesso imprecisa, ma a quel punto il cambio di paradigma era già avvenuto: era ormai iniziata l’era delle macchine che parlano, ascoltano, rispondono, creano idee sotto forma di testo, immagini e video. L’impatto sull’immaginario globale è stato enorme, l'intelligenza artificiale è diventata improvvisamente “pop” entrando nelle discussioni quotidiane di una popolazione sempre più ampia. E con la popolarità, è cresciuta drasticamente la necessità di un racconto giornalistico che dia conto in maniera affidabile di cosa sta accadendo.

Quattro sfide per il giornalismo

Il successo planetario dell’IA generativa si somma al ritmo vertiginoso con cui essa si evolve: nuovi modelli, applicazioni e scoperte si susseguono senza sosta, generando un flusso imponente di notizie. In questo contesto, la prima sfida per i professionisti dell’informazione è riuscire a stare al passo con questa mole di informazioni, selezionando quelle rilevanti e fornendo al pubblico un resoconto tempestivo e accurato. Questo richiede la capacità di filtrare l'hype e individuare i trend veramente significativi, senza perdersi in un mare di annunci, proclami del marketing e tecnicismi.

Per fare un esempio, nel raccontare i progressi dell’IA generativa sull’Osservatorio IA di ANSA.it spesso ci troviamo a ribadire che essa non è in grado di comprendere ciò che produce, che simula la creatività degli umani senza avere umanità, in modo da evitare che il pubblico cada nell’errore di credere che questi sistemi siano senzienti. Così come è importante sottolineare che queste macchine sono imperfette, prive di etica e inquinate da pregiudizi che assorbono quando le addestriamo usando big data che abbiamo prodotto noi, che sono specchio della società inclusi tutti i suoi problemi, le sue contraddizioni insanabili, le sue ingiustizie.

La seconda sfida è spiegare la complessità con parole semplici: L'IA generativa è una tecnologia complessa sia dal punto di vista tecnico, sia per le sue implicazioni sociali, economiche ed etiche. Il giornalista deve quindi sviluppare una comprensione approfondita di questi sistemi e dei loro effetti sul mondo per essere in grado di raccontarli in un linguaggio accessibile al pubblico, aiutando i lettori a discernere tra realtà e marketing, tra possibilità concrete e promesse vuote.

Giornalisti come “gatekeeper” dell’informazione

La terza sfida è rappresentata dal fatto che questa tecnologia è alla portata di tutti, anche di chi vuole creare contenuti falsi ma credibili, come testi, immagini e video (i cosiddetti "deepfake"), per distorcere i fatti, creare una realtà “alternativa” e manipolare l’opinione delle persone. In questo contesto, il ruolo dei giornalisti (tutti, non solo quelli specializzati in tecnologia) è oggi più che mai quello di gatekeeper (“guardiano” ndr) dell’informazione: da un lato, devono essere in grado di distinguere le notizie vere da quelle fake generate con l’IA, svolgendo il ruolo di “curatori” dell’informazione che contrastano la diffusione di falsità; dall’altro, devono spiegare al pubblico come fare altrettanto.

Infine, la quarta sfida che i giornalisti devono affrontare nella nuova era dell’intelligenza artificiale è imparare essi stessi ad utilizzare questa tecnologia per “aumentare” il proprio lavoro. Ad esempio, l’IA può essere utilizzata in redazione per automatizzare compiti ripetitivi, analizzare e selezionare grandi quantità di notizie, generare idee e persino creare bozze di articoli che poi il giornalista può editare, verificare e completare.

E poi, ancora, strumenti di IA possono essere utilizzati per individuare fake news generate a loro volta con intelligenza artificiale. ANSA, oltre informare il pubblico tramite il lavoro della propria redazione e quello dell’Osservatorio IA, sperimenta ed utilizza già da alcuni anni «sistemi di intelligenza artificiale in modo tale da assicurare il rispetto dei diritti fondamentali, senza diminuire, limitare o fuorviare l'autonomia umana», come si legge nel codice etico di cui l’Agenzia si è dotata specificamente per l’adozione di questi strumenti tecnologici.

In particolare, per ANSA, l'IA è uno strumento di supporto al lavoro giornalistico che non sostituisce l’essere umano, e il suo utilizzo è limitato alla ricerca e classificazione di contenuti, con supervisione umana e editing finale da parte di un redattore. L'approccio è di apertura alle potenzialità dell'IA, ma sempre nel rispetto dei principi deontologici della professione, della dignità umana e con un'attenta supervisione redazionale.

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